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In Europa. La dimensione giuridica di quanti sono soggetti deboli ed indifesi, portatori di minorazioni, quali anziani , minori , handicappati psico-fisici e quanti si trovano in sofferenza umana, devono trovare nella società e nelle Istituzioni un concreto sostegno per l’esercizio al diritto del riconoscimento delle loro reali condizioni, diritti ribaditi nel Preambolo della Costituzione Europea e nei Trattati Internazionali .

Giustamente il dr. De Boer Buquicchio, V.Segretario Generale del Consiglio d’Europa, ha affermato che: "Le Istituzioni Europee siano più vicine ai cittadinie  “assumendosi delle responsabilità".

I Ministri Europei degli Affari Sociali e del Lavoro riuniti qualche tempo fa in Lussemburgo hanno affrontato l’argomento inerente le malattie mentali, invitando gli Stati membri delle UE a “prendere misure per ridurre i rischi dell’esclusione sociale di questi malati ed a raccogliere dati sulle conseguenze sociali , economiche e di salute pubblica”.

Il Responsabile della Sanità Pubblica Europeo Markos Kyprianou ha richiesto “che la salute mentale in Europa sia elevata al rango delle priorità in Europa” e che “sono risoluto a cambiare questa situazione”.

Il Parlamento Europeo promuove la salute mentale in Europa  (Risoluzione del 6 settembre 2006 ).

La Costituzione Europea, a nostro modesto avviso, ha disatteso l’attenzione verso la malattia mentale, patologia assai diffusa anche in Europa, specie fra i giovani ed adolescenti.

L’EUROPA INTERVENGA AL PIU’PRESTO!     

La nostra Associazione con la Petizione del 21.12.2004 diretta al Parlamento Europeo ai sensi del Titolo 5° art.II-104 anche in virtù del principio di sussidiarietà e proporzionalità, aveva richiesto un specifico provvedimento relativo ai portatori di handicap psico-fisici uguale e nello stesso trattamento usato in tutti gli Stati membri della Unione Europea con la sicurezza sancita nel Trattato di Schengen. Quindi nulla di eccezionale!

Ma la Commissione Europea per le Petizioni, alla quale ci eravamo rivolti, rispondeva : “la incompetenza legislativa della UE nel settore della sanità pubblica compresa l’ambito della infermità mentale (prot.PS/rq 02 COM.PETI [2005] D/1087) del 10 gennaio 2005.

Di qui Ricorso alla “Corte Europea dei diritti dell’Uomo” di Strasburgo, quest’ultima rispondeva che il Ricorso n.44330/06 da me proposto “è irricevibile” perché “il diritto invocato non figura tra i diritti e le libertà garantiti dalla Convenzione (quale?). Ne consegue che il Ricorso è incompatibile rationae materiae con le disposizioni ai sensi dell’art.35/3”.

Lascio ogni commento al cittadino di buona volontà a fronte di questa “diagnosi” della “Corte Europea”.

 

In Italia. Ancora una volta dobbiamo riscontrare che una certa preoccupazione si è insinuata nell’opinione pubblica italiana per la carenza di un sostegno finanziario per attivare, e dove non esistono, servizi pubblici essenziali inerenti quanti vivono una sofferenza psico-fisica.

Il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 e 2006/2008 sul problema inerente la salute mentale , pur riconoscendo, in parte necessari significativi interventi, è solo sintesi  propositiva di futuro decentramento definitivo dei poteri per la salute pubblica alle Regioni da parte dello Stato, quest’ultimo garante dell’equità di attuazione nelle singole realtà regionali, ma con delle discrepanze tra il nord ed il sud d’Italia.  Sul concreto quotidiano le Istituzioni non risolvono , ancora , dopo ben 31 anni in maniera tangibile, le reali esigenze dei malati, delle loro famiglie e non garantiscono, nel contempo, la sicurezza di tutti i cittadini. Considerato che il sostentamento economico non è adeguato alle loro necessità ed al costo della vita e che le strutture sono carenti o poco efficienti, tutto ciò dovrebbe costituire una naturale logica ed indurre l’Amministratore Pubblico a prevedere e provvedere quando il cittadino è in chiara difficoltà come quelli che, ripeto , insistono nel mondo della sanità e della salute, in una prospettiva promozionale di ordinamento giuridico in cui “vivono” tutti , specialmente i malati mentali, teso alla valorizzazione della persona, alla tutela delle loro dignità e dei diritti , quali cittadini  italiani, (artt.2- 3- 32 Costituzione Italiana ) e cittadini europei ( art.II 61/65 Costituzione Europea.) :

L’attenzione delle Istituzioni Italiane  deve essere rivolta a considerare

1.) che sia riconosciuta l’urgenza d’interventi finanziari ed adeguate strutture nei confronti dei circa 10 milioni di cittadini affetti da disturbi psichici di natura ed intensità diverse colpiti da forme di depressione fino alla schizofrenia , come nell’Europa dei 25 vi sono 50 milioni di persone disabili, uno su dieci, che incontrano situazioni di difficoltà come barriere architettoniche, morali o discriminazioni sociali ;

2.) l’emissione di quel Testo Unico nel quale devono convergere le diverse normative sull’handicap fin’ora troppo frammentarie in Italia, o sollecitare alla UE un provvedimento comunitario uguale in Europa;

3.) che all’interno della 12° Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati (“ferma” su questo problema dall’aprile 2004 per “questioni” misteriose e sperando che le divergenze siano superate ), si attivi per il varo di quella legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica, data la delicatezza della materia , attesa ripeto , da ben 31 anni , scaricando sulle famiglie e sulla società questo carico umano e le difficoltà consequenziali ;

4.) che le quasi quotidiane cronache di “folli episodi” che imperversano nei nostri paesi e nelle  nostre città colpiscono un numero sempre più elevato di cittadini, anche nell’Unione Europea e sono dimostrazioni che evidenziano l’urgenza di interventi nell’assistenza psichiatrica, ormai fondamentalmente necessari in considerazione che si avvicina il periodo in cui questi “episodi” si ripetono.

Areteo di Cappadoccia, medico greco ai tempi di Nerone che dopo Ippocrate fu il migliore conoscitore di malati 200 anni fa evidenziò il fatto che la malattia mentale “esplodeva” :

a.) nei mesi primaverili-estivi come quelli più propensi per l’instaurarsi della sintomatologia maniacale;

b.) nei mesi invernali-autunnali come quelli più propensi per l’instaurarsi della sintomatologia depressiva;

5.) che il “problema” non si esautora solo con “Giornate”, “Convegni”, “Osservatori”, “Commissioni” (o quant’altro) sulla salute mentale”, (ma quando finirà la burocrazia!), ma “problema ancora “vivo” se non si risolve la reale situazione in cui ”disagiano” i malati mentali , le loro famiglie e si garantisca la sicurezza dei cittadini. Sarebbe più opportuno, quindi, provvedere alla edificazione di utili e necessarie strutture e non avvallare, come pare si faccia, la ben nota logica gattopardesca di voler cambiare tutto purché nulla muti !!!;.

6.) che la nostra società sta perdendo la fiducia , anche in quei diritti che fanno parte dell’etica civile.

Sono i fatti concreti che in questo comparto sanitario non riscontriamo e non vediamo. Quel  quotidiano catastrofismo, quel ignorare ogni valore morale, quel continuo diverbio politico, ci auguriamo, non facciano dimenticare quel rispetto della dignità della persona, anche se “malata”, perché è un cittadino italiano ed anche europeo, verso il quale la solidarietà deve essere un umano dovere. Forse sarebbe meglio mirare al bene del Paese, smettendo di azzuffarsi come i famosi capponi di Renzo nel Trattato Letterario;

7.) che non  si può non considerare che i  malati psico-fisici non possono “tirare avanti” con quegli

 euro 255,13 al mese e con euro 472,00 per l’accompagnamento, data la spaventosa progressione del carovita (e non diciamo altro), che consente loro di solo sopravvivere!;

8.) che la possibile formazione di un Fondo Speciale Economico (Dopodinoi), costituito dai versamenti da parte

della famiglia del malato e dallo Stato come previsto dalla legge 328/2000, non è una vaga chimera .Il futuro dei malati psico-fisici costituisce , giustamente,il “cruccio” , la grave “afflizione” delle famiglie, e questo Fondo lo abbiamo richiesto al Parlamento Italiano e nella n/s Petizione al Parlamento Europeo fin dal 20.12.2004;

9.) che è necessaria l’attivazione della ricerca scientifico-farmacologica e sviluppo tecnologico comunitario , richiesta al Parlamento Italiano ed a quello Europeo sulla malattia mentale, come ogni comparto sanitario, da effettuarsi come già stabilito dalla Decisione n.1786/2002/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23.9.2002 che adotta un programma d’azione comunitario nel campo della sanità pubblica 2003-2008.


Domandiamo all’Europa e all’Italia :
 

 

a.) è necessario valutare l’uomo-debole, perché “la vita dell’uomo è un dono prezioso da amare e difendere” “in presenza di malattie” che “riducono l’essere umano nelle sue capacità di autonomia” (Messaggio del Papa per la Quaresima 2005);


b.)
è’ necessario valutare l’uomo-debole nella sua “realtà sociale ed economica” del tempo in cui vive e nell’ambito in cui opera.
“La malattia mentale è il killer invisibile in Europa”,  ha detto il dr.Markos Kyprianou Commissario Europeo Sanità  Pubblica ;


c.)
è’ necessario valutare l’uomo-debole perché indifeso non potendo avere più capacità funzionanti , ma ha una  sua dignità che lo deve contraddistinguere in una società, anche europea, in cui la democrazia è responsabile e deve essere attenta allo stesso
“ La discriminazione verso persone disabili è contro ogni ideale dell’Unione Europea” ha detto il dr. Jacques Barrot V.Presidente della Commissione Europea.

Ne consegue l’abbandono di una nozione assoluta ed astratta di uomo-soggetto, a favore di una concezione più umana che pur nella salvaguardia della unitarietà psico-fisica faccia riferimento alle concrete esigenze delle singole persone con le loro peculiarità, con i bisogni e prerogative, ma anche con i doveri che l’impone la solidarietà, come valore umano, in quanto partecipi della stessa comunità.

Nel motto “Uniti nella diversità” i popoli europei vogliono restare un Continente aperto alla cultura, al sapere, al progresso sociale  e per una fattiva autentica integrazione europea.

Lo faranno i nuovi Deputati al Parlamento Europeo ?

F. Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire