L’onorevole Gianfranco Fini e il suo entourage hanno insinuato che nelle elezioni europee i cattolici hanno abbandonato Berlusconi per votare addirittura il Pd di Franceschini.
Risponde a questa insinuazione con dati precisi il Cesnur (Centro Studi sulle Nuove Religioni) di Torino, diretto da Massimo Introvigne, tra l’altro in questi giorni, come ogni anno sono in congresso a Salt Lake City nello Utah.
I numeri secondo il Cesnur sono questi: 24,6% di cattolici praticanti non hanno confermato il voto al Pdl, mentre il 75,4% lo hanno confermato. Tra quelli che hanno tradito il Pdl, 1,5% ha votato Idv, 1,9% ha votato il Pd, il 21,1% ha votato Lega Nord, il 21.6% ha votato Udc, il 53% si è astenuto.
La notizia relativamente migliore per Berlusconi è che – considerando pari a cento il numero di questi cattolici che hanno lasciato il PDL – il 53,3% non è andato a votare e solo una minoranza (46,7%) è passata ad altri partiti. Certamente anche l’astensione è un segno di disaffezione, ma in parte è fisiologica nel passaggio da elezioni politiche ad elezioni europee ed è comunque meno difficile da recuperare del passaggio a un’altra lista. (Massimo Introvigne, “Fini e l’economia hanno fatto più danni di Noemi”, Cesnur.org).
Quali sono i motivi del tradimento del 24,6% di questi elettori, tra le cause principali non c’è il caso Noemi, è ininfluente per Introvigne, o almeno non è al primo posto (12,5). Hanno influito soprattutto le dichiarazioni sui temi etici (Chiesa, vita e famiglia) di Gianfranco Fini (il 23,9%), segue l’insufficiente impegno del governo per le famiglie in difficoltà a causa della crisi economica (22,8%). Un certo ruolo hanno giocato la disaffezione verso la politica o le istituzioni europee (20,1%) il 10,4% dovuto all’insoddisfazione di fronte a vicende che hanno interessato il PDL in Sicilia, infine la cessione del calciatore Kakà (3,2%). Mentre soltanto il 3,9% dei fedeli praticanti che hanno lasciato il Pdl, lo ha fatto perché non è d’accordo con la politica del governo sull’immigrazione.
Insomma dai dati diffusi dal presidente del Cesnur emerge che tre cattolici su quattro hanno riconfermato la fiducia al Pdl, ma con scricchiolii comunque significativi, causati da Fini e dall’economia che dal caso Noemi, che non è stato irrilevante ma neppure decisivo. Pare che durante la campagna elettorale per le europee ci sia stato una specie di tam-tam tra le diocesi e parrocchie, per dare indicazioni precise di non votare quei candidati che fanno riferimento a Fini. I dati molto modesti del PD e dell’IDV mostrano secondo Introvigne come l’opposizione di sinistra non sia sostanzialmente riuscita a convincere elettori cattolici del PDL a passare fra le sue fila. Da questo punto di vista, l’influenza reale che giornali cattolici che criticano il governo su questi temi come Famiglia Cristiana possono avere nell’elettorato cattolico sembra spesso sopravvalutata, com’è confermato dal fatto che i consensi passati alla Lega – bersaglio preferito di questo tipo di stampa – sono importanti e solo lievemente inferiori a quelli che sono andati all’UDC.
Per concludere, quando Berlusconi afferma che “sua moglie, la Sicilia e Kakà” hanno determinato un esito elettorale del PDL inferiore ai sondaggi, per certi versi è vero anche per i cattolici. Ma la tesi va integrata con altri fattori che appaiono anzi più importanti. Per quanto il premier possa pensare che il giudizio sia ingiusto di fronte all’azione del governo, più di un cattolico su cinque fra quelli che non sono tornati a votare PDL ritiene che lo sforzo per aiutare le famiglie in tempi di crisi economica non sia sufficiente. Ma ancora di più – quasi uno su quattro – sono fra questi cattolici delusi dal PDL coloro che sono stati spaventati dal fattore F: dalle esternazioni di Fini, e da chi nel partito di maggioranza relativa gli ha fatto eco, sulla Chiesa e i cattolici in generale, e su temi che, come dimostrano la grande manifestazione del 2007 a Roma contro il riconoscimento delle unioni civili detta Family Day e la mobilitazione per Eluana Englaro (1970-2009), una giovane donna da molti anni in stato vegetativo persistente cui sono state sospese su ordine di giudici italiani – ma contro il parere della Chiesa Cattolica e del governo – l’alimentazione e l’idratazione nel febbraio 2009, determinandone la morte, agli elettori cattolici stanno molto più a cuore delle vicende personali di singoli politici.
Rozzano MI, 24 giugno 2009
Natività di S. Giovanni Battista DOMENICO BONVEGNA
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