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L’etica morale, in democrazia, si trova là dove sono difesi e tutelati i diritti della persona umana?
Ed il bene comune cos'è?

Il senso più concreto dell’esercizio della democrazia avviene quando vengono eliminate quelle reali disparità che rendono giustizia. Ogni volta che si sente criticare il sistema democratico perché lento, inconcludente, disordinato, bisognerebbe replicare che queste carenze possono essere sollevate perché siamo in democrazia.

Evviva la libertà! ma non il libertinaggio.

Ciò, comunque, non significa che non si possa o non si debba criticare il “sistema”, per quante lacune possa avere, esso resta il migliore tra i regimi che la storia moderna abbia prodotto.

La n/s Costituzione, fin’oggi, si poggia si tre principi fondamentali : uguaglianza, libertà e fratellanza dei cittadini.

E proprio su quest’ultima, cioè il principio della solidarietà sociale, vogliamo porre la n/s attenzione.

Quante sopraffazioni, quante truffe, quante beffe, quante furbizie legali sono in atto ed in netto contrasto con questo principio.

La solidarietà sociale è dovuta all’influsso di idee filosofiche e dottrinali di uguaglianza e libertà, soprattutto a quella immensa “rivoluzione” storica che è stato il cristianesimo perché si diffonda nel mondo l’idea di una fraternità universale, di una comune appartenenza alla famiglia dei figli del Creatore.

Solidarietà sociale, principio altamente etico che ogni uomo deve compiere verso i più sfortunati della vita, i più bisognosi, i più diseredati, è un concetto che induce ad essere non solo difensori di diritti, ma anche di doveri verso la società.

Sui temi più scottanti della nostra epoca dalle varie forme di handicap, alla droga ed a quanto attenta il vivere civile, non si riesce, malgrado confortanti e lodevoli iniziative solidaristiche, ad organizzare l’utilizzo del nostro tempo per la gestione dei rapporti con altri favorendo la tendenza a rinchiuderci nei n/s privilegi piuttosto che in una armonica intesa verso il bene comune.

Ecco, questa parola  “usata” oggi in cui viviamo in un periodo d’instabilità di smarrimento d’incredulità, non  ci deve indurre alla fiducia nella sfiducia, nonostante si respiri un’aria greve e carica di veleni irradiando un deserto di solitudine.

Allora è necessario, al di là del sentimento personalistico, spezzare queste catene di odio, questi vincoli propinando pseudo illazioni ora da una parte ora d’altra, ma “spalancare le porte al Divino Messaggio” osservanti delle leggi e diffondere solidarietà, in una parola  bisogna saper morire al proprio egoismo per rinascere alla vita dell’amore solidale.

L’efficacia di questa parola, bene comune, deve andare oltre i confini dei valori morali e deve coinvolgere non solo la politica in genere, ma direi soprattutto chi risponde al nome di cristiano.

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire