Il papa ha ragione
L’enciclica di Benedetto XVI “letta” dai quotidiani di sinistra.
Pronti, via. Il direttore de l’Altro, Piero Sansonetti, scrive: «Talvolta anche il papa ha ragione».
Prologo: «È difficile parlare bene del papa: di papa Ratzinger – scrive il direttore – A me non era mai successo ». Svolgimento: «Invece con questa Caritas in veritate, enciclica che cade nel quarantesimo anniversario della celeberrima enciclica sociale di Paolo VI (la Populorum progressio) papa Ratzinger stupisce tutti e torna al Conclilio.
Ripropone la carità (che lui traduce con la parola “amore”) come pilastro essenziale del cristianesimo e sviluppa una critica molto forte del sistema di mercato per il modo come si è venuto affermando in questi decenni». Si ripropone l’antica questione: «È legittimo dire brava la Chiesa quando sostiene tesi che ti piacciono, e chiedere che stia zitta quando sostiene tesi che non ti piacciono? Penso di sì – risponde Sansonetti – Rompere gli schemi della politica, travolgere gli schieramenti, vuol dire anche questo. Andare a cercare le idee e le analisi ovunque. Non cercarle solo nel proprio campo ». Anche il papa talvolta ha ragione, conclude Sansonetti.
Pensiero laico per concludere riprendendo “l’antica questione”: per rompere gli schemi della politica, piuttosto che chiedere alla chiesa di tacere quando non si è d’accordo, è molto più utile e fecondo criticare con idee e analisi.
Il suggerimento
Un “consiglio a sinistra”.
È quello di Ritanna Armeni sulla prima pagina del Riformista.
Il suggerimento è quello di «leggere e sottolineare l’enciclica di Benedetto XVI. Poi fermarsi a riflettere su se stessi, su quello che i partiti di sinistra, di centrosinistra, laici e cattolici hanno detto e fatto negli ultimi anni sul lavoro e sui lavoratori.
E, quindi, trarne le conclusioni.
Io l’ho fatto. la conclusione che ne ho tratto è molto semplice. Caritas in veritate contiene molte idee e valori storicamente definiti di sinistra. E sui quali la sinistra farebbe bene a tornare». Come farebbe bene a tronare su «molte, molte idee che negli anni ha messo in soffitta, se non addirittura rinnegato».
Crisi di un idillio
Cattolicesimo e capitalismo, crisi di un idillio. Sul manifesto (ma un po’ nascosto nelle pagine interne) scrive dell’enciclica Filippo Gentiloni.
Dietro due parole molto nobili e solenni come carità e verità, c’è un panorama «vasto e complesso che rischia inevitabilmente la genericità». Saranno sufficienti, sottolinea Gentiloni, «quella carità e quella verità che l’Enciclica pontificia sollecita e stimola? L’ultimo secolo ha dimostrato e confermato – purtoppo – quale e quanta sia la forza del denaro e del grande capitale e insieme quanta e quale sia la debolezza della carità e della verità. Lo conferma la stessa storia del cattolicesimo, anche se l’enciclica non lo dice. Basti pensare alla vicenda del cattolicesimo postconciliare e della teologia della liberazione. La paura del comunismo ateo spinse la chiesa cattolica verso il capitalismo più sfrenato, in America Latina e non solo». È una storia che non si può dimenticare, scrive il manifesto e conclude: «Basterà la nuova enciclica a fare cambiare pagina? ».
Scripta manent di Panoramix - per © europaquotidiano.it 9 luglio 2009