Si, non è facile "parlare" della malattia mentale, argomento inviso alle Istituzioni, grave e difficile per il tempo e la vastità di questo comparto sanitario e soprattutto perché incompreso.
Infatti non passa giorno che "fatti" od "episodi" riconducibili al disagio mentale assai diffuso, lasciano attonita e smarrita l'opinione pubblica, come quanto è accaduto a Milano al Presidente Silvio Berlusconi.
Constatiamo con sgomento che, come in un campo di battaglia, cadono continuamente famiglie intere o singoli sotto i colpi mortali di menti malate o sconvolte alle quali le Istituzioni ancora oggi, dopo ben 31 anni dall'emanazione delle leggi non sanno dare un asilo sicuro agli "ammalati" od adeguate garanzie di sicurezza.
Quelle tragedie che colpiscono le famiglie, le cui dinamiche scaturiscono quasi sempre da menti psichicamente instabili, stanno a dimostrare e testimoniare l'urgenza che richiede la soluzione di un "problema" di vaste proporzioni che non deve sfuggire alle regole della ragione per garantire la sicurezza di famiglie e cittadini.Da indagini e consultazioni statistiche sono circa 10 milioni le persone ( dalla depressione primo disordine funzionale della persona, alla schizofrenia grave) che soffrono di disturbi psichici di varia natura ed intensità diverse.
Costoro, nella maggior parte, sono affidati alle cure delle rispettive famiglie, mentre le Istituzioni, TUTTE, stanno alla finestra a "guardare o non guardare" il panorama della sofferenza.
La dimensione del "fenomeno" dello sviluppo del disagio psichico è molto significativo e pare allargarsi in maniera tale che necessita di consistenti interventi socio-legislativi per dare risposte a quelle necessità dei parenti che sono costretti a far fronte quotidianamente a "fatti" che logorano le loro resistenze psico-fisiche in una silenziosa sofferenza.
Le norme che regolano quelle "leggi" mancanti di riordino dell'assistenza psichiatrica vanno rivedute in una proposizione che renda ragione e giustizia perché fin'oggi questa "problematica" ha compiuto un cammino tra demagogia e conflittualità.
L'uomo fisicamente disabile, come quello anche psichico, è un essere umano da assistere, un essere umano che ha una propria dignità uguale a quella di tutti i cittadini.
Vorrei ricordare che due Papi diversi, uno polacco, Papa Woityla, fedele al Suo spirito battagliero ed alla Sua capacità di relazione con i Governi e la parte laica; l'altro tedesco, Papa Ratzinger con il tono risoluto, ma nel contempo pacato, sono stati ambedue di pungolo nel quadro politico- sociale per quanto concerne la problematica della sofferenza psichica.
Alla voce della società si aggiunge quella del Magistero della Chiesa inteso a rimuovere i problemi di carattere sociale in cui vivono tante persone per cause diverse ed a conclusione non ci resta che sperare che quell'orribile fatto avvenuto a Milano al Presidente Silvio Berlusconi ( certamente non il primo, ma speriamo l'ultimo) non abbia a ripetersi mai più.
F.Previte