Da tempo avevo intenzione di scrivere qualcosa su Gianfranco Fini, in questi giorni ho letto diversi commenti dopo il duello con Berlusconi. Il voto della Direzione Nazionale del Pdl di giovedì ha definitivamente ridimensionato l'onorevole Fini, e come sostiene Il Giornale e Libero, che non sono giornali spazzatura, come afferma il dottor Gino Strada, l'onorevole Fini si definitivamente suicidato.

 Il cammino di suicidio politico inizia col referendum del 2005 quando, a sorpresa, e contraddicendo le posizioni tradizionali sue e del suo partito, Fini si schierò a favore della fecondazione assistita in netta rotta di collisione con la Chiesa cattolica e con la posizione assunta dall’intero centrodestra, compresa Alleanza nazionale. (Pier Paolo Saleri, La scelta relativista di Fini, 2.3.2010, M.C.L.)

 

 

 In pratica Fini ha cercato di costruire una sua ricollocazione politica che lo ha portato da ex segretario del Movimento Sociale a trasformarsi, nel corso di pochi anni, da “estremista di destra” in icona della sinistra radicale e giustizialista, beniamino de La Repubblica e diEugenio Scalfari, che tra l'altro lo aveva prefigurato come possibile sostituto di Berlusconi. Questa sua nuova ricollocazione è accompagnata dal rifiuto dei “valori irrinunciabili”, col rimettere in discussione e negare i principi etici più elementari ed essenziali del diritto naturale.

 Il presidente emerito Cossiga, osservatore, bizzarro ma acuto, definiva Finiun uomo impegnato a riscoprire il pensiero antiborghese e anticattolico del suo maestro Almirante..(Corriere della sera 1° settembre 2009) ed un…“radicale”: “Direi che è un radicale. Intendo dire un radicale del vecchio partito radicale. Un laicista...( Il Tempo 8 settembre 2009).

 Questa sua azione politica lo ha portato ad inanellare sconfitte su sconfitte, come ha scritto bene Marcello Veneziani, “Fini fu commissario liquidatore di dell'MSI, poi della destra e di Alleanza Nazionale, infine di se stesso almeno dentro il centrodestra. Tra l'altro il suo dissenso è avvenuto troppo tardi, perchè non ha più un suo partito, o troppo presto perchè non ha aspettato il dopo Berlusconi. E chiudendo con il passato, ha chiuso anche con il presente”. (M.Veneziani, La solita storia: un leader sempre fuori tempo, 24.4.2010 Il Giornale).

 Per Veneziani oltre a sbagliare i tempi ha sbagliato anche i modi, in tutti questi anni di dissenso, prima strisciante (dagli embrioni congelati in giù) e poi manifesto, assumendo posizioni diverse se non contrarie a chi lo ha votato. Con le sue uscite ha perso molti elettori cattolici e moderati dando così spazio alla Lega. Ha chiuso si col neofascismo ma sicuramente con una larga fetta dell'elettorato cattolico, moderato e antisinistra. Io ho cominciato a voltargli le spalle dal giugno 2005, per la sua scellerata scelta politica di votare i referendum dei radicali.

  Vedendo in diretta tv lo strappo di Fini,“mi sembra l’esatta riproduzione di quello che è successo quando quel cranio turricefalo polipoforme di Follini, avallato da Casini, disse durante una indimenticabile riunione della coalizione di centrodestra : “ Se agli altri va bene la leadership di Berlusconi, a noi non va bene”. Seguì la scissione. Cosa avvenne dopo ? Quello che tutti vediamo : Follini è sparito e si vede solo quando viene intervistato per strada dagli inviati di “Striscia”. Casini continua a fare il semplice parolaio senza costrutto nelle trasmissioni di Santoro e, quel poco che appare nel Parlamento, è costretto a far da umile sponda e da utile idiota della sinistra”. (Nicolò Vergata, Se Fini vuol far Casini, 23.4.2010 Legnostorto).

 L'onorevole Fini è approdato nella terra di nessuno – scrive Veneziani – o se preferite, nell'isola dei famosi, dove già ci sono Follini, Casini, Rutelli...

 E ora dopo il voto della Direzione Nazionale, cosa farà l'onorevole Fini? Vuol

 rimanere nel partito ? A che titolo? A diffondere zizzania e mettere bastoni nelle ruote ? Gli è sfumata la speranza di sostituire Berlusconi, gli è sfumata l’ambizione di salire al Colle e gli è sfumata anche la sicurezza del posto che occupa indegnamente oggi . Infatti, fra soli tre anni chi gli rinnoverà il seggio?

 Forse sarebbe auspicabile, trovare il modo di sfiduciare Fini senza mettere in crisi tutto il sistema. Subito si dovrebbe inviargli una sanzione disciplinare con diffida per comportamenti contrari alle finalità del Pdl cui  lui stesso, da cofondatore, ha contribuito a stendere.

 “La disfatta di Gianfranco è stata totale: non ha ottenuto né la costituzione di gruppi parlamentari autonomi, né il riconoscimento dell’esistenza di una corrente e neppure un buon consenso in seno alla Direzione: undici voti su centosettanta non sono certo un trionfo. Quello di Fini sembra un caso di titanismo. L’immensa presunzione che spinge all’attacco di chi è più forte, quasi accettando la prospettiva della sconfitta (…) Parlare per un’ora per non dire nulla e per non ottenere nulla, non è il massimo (…) Questa vicenda ha mostrato a tutti i limiti dell’uomo Fini: ambizioso fino alla paranoia, arrogante, prepotente. Uno che ha scavato un’immensa trappola per farci cadere il Cavaliere e poi ci è caduto lui stesso”. (Gianni Pardo, Fini vicolo cieco, 22.4.2010 Libero).

 Il governo Berlusconi è a rischio? Per Pansa se il Governo cadrà, lo dovremo a lui. A quel punto il caos sarà completo. E costruisce un interessante profilo sul personaggio Fini, (...)oggi più che mai mi appare una figura mediocre, povera di qualità. Mi sembra la conferma di un vecchio motto cinese che recita: quando il sole è al tramonto, anche l’ombra del nano si allunga. La Seconda Repubblica sta tirando le cuoia. E nella sua agonia anche un figurante mediocre può apparire un protagonista.

 Negli ultimi due anni abbiamo messo a fuoco il profilo di Fini. Tutto chiacchiere e cravatte rosa, nient’altro. Ecco un tattico senza strategia. Un pensatore senza pensiero. Un autore di libri che altri scrivono per lui. Un alleato che non si cura dell’alleanza. Certo, ha avuto l’accortezza di dotarsi di un think tank formato da signori in grado di fornirgli il carburante intellettuale necessario. Primi fra tutti, due amici di valore: Alessandro Campi e Aldo Di Lello. Senza di loro, sarebbe rimasto a secco di opinioni. E non avrebbe saputo iniziare la guerriglia che lo ha condotto alla svolta di oggi. (Giampaolo Pansa, E adesso la baracca crollerà, 19.4.2010 Il Riformista).

 Aveva ragione Giovanni Cantoni, fondatore di Alleanza Cattolica, quando diceva anni fa che Fini e Casini ragionavano con parametri politici della prima repubblica.

 

 Rozzano MI, 25 aprile 2010

 Festa di S. Marco Evangelista.                                     DOMENICO BONVEGNA

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