A quanto pare la Lega sta causando perfino le dimissioni del Comitato per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, i membri non sopportano più“la lettura revisionista in linea con l'ideologia della Lega” in merito al Risorgimento. Poi c'è Fini e i suoi sodali (quanti ne sono rimasti?) che non ne possono più dell'allineamento del Pdl con la Lega, infine tutti i vari adepti del cosiddetto partito del Sud che vanno piangendo miseria contro il governo a trazione nordista, che sta dividendo il Paese a metà, con un Pdl incapace di parlare al Sud a causa del suo principale alleato.
Ma è proprio la Lega il contendere per Fini e compagni?
Sulla questione è intervenuto il sottosegretario agli interni Alfredo Mantovano che collabora da due anni con Roberto Maroni, un ministro leghista. “Quale ministro dell'interno ha fatto di più contro le mafie che condizionano lo sviluppo meridionale?” Si è chiesto Mantovano. “Non ho mai visto un titolare dell'interno, nemmeno quand'ero magistrato, andare una volta al mese a Bari a Caserta o a Reggio Calabria, segno di vicinanza anche fisica all'emergenza principale del Sud. E per lavorare come dimostrano arresti, sequestri e confische di patrimoni mafiosi. La criminalità - insiste Mantovano - non è forse un enorme limite allo sviluppo del Sud?”
Come può una parte del Pdl, i “finiani”, non apprezzare, anzi dimostrare fastidio per le iniziative della Lega, invece di polemizzare sarebbe più opportuno formulare proposte innovative e concrete per il Sud e per l'intero territorio nazionale.
E' stato uno spettacolo deprimente e penoso quello attuato da Italo Bocchino e Adolfo Urso contro la Daniela Santanchè e Maurizio Lupi alla trasmissione televisiva su Rai 2 diretta da Paragone, sembravano Travaglio e Di Pietro. A volte pare che questa minoranza, che ha troppo potere nel Pdl, provi disprezzo per i risultati che il governo ottiene contro le mafie, grazie alla magistratura e alle forze di polizia.
C'è troppo nervosismo nei cosiddetti finiani, l'ho notato anche l'altra mattina quando a Omnibus su La7 Carmelo Briguglio interrompeva il suo collega Alfredo Mantovano. In questi giorni hanno richiamato all'”identità della destra”, come si fa quando da due anni ci dicono che non esiste più destra/sinistra, che siamo in un'era deòideologizzata.
Il 18 aprile scorso cadeva un anniversario importante ma dimenticato: 18 aprile 1948, veniva sconfitto il fronte popolare socialcomunista ad opera dei Comitati Civici di Gedda, grazie a questa vittoria, la maggioranza del popolo italiano restava ancorata ai valori della propria storia e tradizione.
Nei decenni successivi con l'apertura della DC alla sinistra e poi con il “compromesso storico”, è venuta meno la coerenza con la volontà dell’elettorato , anche perchè deliberatamente veniva estromessa la Destra dalla politica che conta. E' stato Berlusconi che dopo tanti anni finalmente ha dato voce e dignità ad una maggioranza rimasta in silenzio per tutta la Prima Repubblica, aver provato a porsi in sintonia con essa, con mille limiti e altrettante difficoltà. Oggi “è paradossale che ciò sia trascurato da chi, rientrando in gioco, ha contribuito a questo risultato. La gran parte del dibattito sui media continua a concentrare l’attenzione sui diritti delle minoranze, e così fa pure Farefuturo; ma tanti italiani (il 75 per cento!) nel 2005 hanno difeso col non voto una buona legge sulla fecondazione artificiale, nel 2007 hanno popolato la piazza del Family day, nel 2009 hanno apprezzato la posizione del governo Berlusconi su Eluana, tifano Bertolaso, vorrebbero i giudici impegnati nel sanzionare i rapinatori più che nell’origliare a spese dello Stato fatti privi di rilievo penale, considerano eroi i nostri militari impegnati nelle missioni all’estero.
Ecco, questi uomini e queste donne da tempo si chiedono: noi che apparteniamo a famiglie normali, che non rivendichiamo i matrimoni per gli omosessuali, che vorremmo vivere in quartieri in cui la più parte non sia composta da extracomunitari, pur rispettando i diritti di chi viene da Paesi lontani, noi che siamo cristiani, per lo meno quanto a tradizione, che non pensiamo che sulla vita vadano operate sperimentazioni, che facciamo: chiediamo scusa? Dobbiamo sentirci in colpa?
Il «berlusconismo» ha avuto e ha il merito di non far considerare questi italiani, che sono la maggioranza, dei minorati, ma di rendere loro orgogliosi della Nazione in cui vivono. Meglio ancora: è il centrodestra, composto da Pdl e Lega, che ha permesso tutto questo. La dialettica dell’oggi, interna al Pdl, non è sulla Lega: è sulla futura identità del centrodestra. A chi mette in guardia dalla «trazione leghista del Pdl» mi permetto di replicare che non vorrei neanche da lontano una «trazione radicale». (Alfredo Mantovano, Da meridionale dico ai finiani: sulla Lega vi sbagliate, 21.4.2010 Il Giornale).
Rozzano MI, 24 aprile 2010 DOMENICO BONVEGNA
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