Oggi voglio interessarmi di Noam Chomsky, un intellettuale americano, appartenente alla sinistra radicale, fortemente critico di Israele e della politica degli Stati Uniti, pare che gli è stato impedito di entrare nei territori occupati in Cisgiordania e poter parlare con i palestinesi, lo hanno ascoltato in videoconferenza. Certamente è antipatico impedire a uno di parlare, di poter esprimere le proprie idee, di entrare in un Paese, ma come si fa a non condividere l'iniziativa del governo israeliano. Anche Il Giornale ha criticato il gesto di Israele. “Stavolta lo ha difeso tutta l’opinione pubblica mondiale. Non c’è telegiornale o quotidiano (il Teheran Times si è dato molto da fare, ma anche tutti i giornali israeliani o americani) che non abbia posto la grande questione della libertà di espressione. E hanno ragione: Chomsky aveva diritto di andare a raccontare ai palestinesi tutte le sue fumisterie”.
Ogni volta che sento parlare di questo intellettuale americano, mi viene in mente l'insolito regalo che mi ha fatto una mamma di un bambino di 5 elementare nel 2005 presso la scuola di Mazzeo nel comune di Taormina. La solerte mamma probabilmente accortasi della mia fede filoamericana sulla guerra in Iraq contro Saddam mi regalò il testo di Noam Chomsky, Egemonia o Sopravvivenza. I rischi del dominio globale americano, edito da Tropea. Il testo sostiene che l'esportazione del modello democratico degli Stati Uniti è il principale fattore d’instabilità internazionale. E proprio questo progetto di egemonia mondiale degli Usa, mette a rischio la sopravvivenza stessa del pianeta e, anziché liberarlo dalla minaccia del terrorismo, mira a tenerlo in uno stato di perenne terrore, per poterlo piegare sempre più ai propri interessi.
Ma chi è Chomsky, un professore che insegna al Massachussetts Institute of Technology, un intellettuale di fama mondiale per la linguistica, ma anche soprattuto di dire tante sciocchezze, una per tutte, quella che gli americani hanno causato l'attentato terroristico dell'11 settembre, è colpa dell'America, se l'è cercata. Secondo lui gli Stati Uniti hanno commesso più crimini di Osama bin Laden. Il suo fanatismo di antisemita (lui ebreo!) e di anti-americano è furioso e viscerale.
“Anche il suo odio per Israele è senza limiti: quella democrazia è popolata principalmente da ebrei amici degli Stati Uniti, dunque è il peggio del peggio. I suoi amici sono Hamas, gli Hezbollah e i terroristi in generale, tanto è vero che ha “abbracciato con calore e amicizia Nasrallah” (come riferisce Pierlugi Battista sul Corriere della Sera di oggi. Come stupirsene? In passato il professore è stato per il comunismo sovietico, per Mao, ed anche per Pol Pot, il macellaio cambogiano. Più recentemente, “Ha paragonato con disinvoltura gli agenti della Cia agli aguzzini della Gestapo” ed è comunque a favore dei talebani, del regime cubano, dell’atomica iraniana… non si finirebbe mai. Forse basterebbe dire che Chomsky delira tous azimuths, come diceva De Gaulle: in tutte le direzioni. (Gianni Pardo, Israele dice no a Chomsky: giusto? 21.5.2010 Legnostorto).
Dunque Chomsky è un vero campione di amore per la tirannide e il terrorismo, voleva andare a farsi applaudire dai palestinesi per sostenere come al solito che Israele, è un Paese stalinista, in cui vige l’apartheid, meritevole di annientamento, e oggi l’universo mondo condanna Gerusalemme per questo divieto.
Anche se l'intellettuale sostiene cose terribile, una democrazia deve tollerare tutto questo in nome della libertà di parola. Ha scritto Il Giornale. E Pierluigi Battista su Il Corriere della Sera insiste Israele avrebbe dovuto dimostrare la propria grandezza, la propria natura di democrazia, la propria superiorità lasciando parlare questo guru della sinistra demenziale. Non per amore suo, naturalmente, ma come omaggio ai propri stessi principi: “Niente di peggio che regalare a Chomsky l’aureola di martire della libertà: proprio a lui che non fa mai mancare il proprio sostegno ai regimi più tirannici e illiberali”. La sua tolleranza sarebbe stata “Uno schiaffo ai suoi nemici, che richiedono per se stessi una libertà che mai concederebbero a chi la reclama dove essa è negata, da Teheran a Gaza”.
Quella di Battista è una tesi rispettabile. Da un lato qualunque limite alla libertà di stampa è pericoloso, dall’altro chi ne abusa si squalifica da sé e la democrazia ha sufficienti anticorpi per trovare Chomsky patetico. Cionondimeno deve pure essere lecito dissentire.
Dunque sono d'accordo con Gerusalemme. Chomsky in pratica è in guerra con Israele e non perde mai occasione di insultarla, del resto le guerre si fanno anche con le parole, tra l'altro onestamente Il Giornale scrive che quelle di Chomsky non sono mai state semplicemente opinioni, ma feroci, infiammatori proclami politici tesi a spingere gli animi alla violenza innanzitutto verso il suo proprio Paese, gli Stati Uniti, e in secondo luogo verso il suo popolo di origine, quello ebraico, e allora perchè meravigliarsi se un governo coraggiosamente senza mezzi termini non lo fa entrare sul suo territorio.
Addirittura Chomsky oltre ad amare Chavez e tanti altri dittatori come Nasrallah di Hamas, per lui un’organizzazione non solo legittima ma indispensabile per la pace in Medio Oriente, è un un fan della corsa al nucleare dell’Iran, che ritiene legittima e doverosa, l'Iran è percepito come una minaccia perché non ha ubbidito agli ordini degli Usa... Militarmente la sua minaccia è irrilevante. Paradossalmente scrive Pardo, se Israele volesse rendergli pan per focaccia, dovrebbe farlo venire per poi arrestarlo e tenerlo in galera per un paio d’anni. Senza processo. Non ha forse detto, Chomsky, che Israele è uno Stato stalinista? Di che avrebbe da meravigliarsi? Oppure mentiva? E in questo caso non sarebbe giusto pagasse, per le sue calunnie?
Nel nostro mondo esiste una troppo larga licenza di comportarsi da stupidi. Qualche buon esempio, ogni tanto, non guasterebbe. Certo che si scambi la diffusione delle idee di Chomsky per libertà di opinione come fanno i professorini sinistroiti ci vuole tanto coraggio
Rozzano MI, 22 maggio 2010
Festa di S. Rita da Cascia DOMENICO BONVEGNA Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.