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Processo & impiccagione di un gerarca comunista

 

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di Josefa Slànskà

Edizioni Ares 2010

 Intervengono

Cesare Cavalleri, direttore delle Edizioni Ares

Curzia Ferrari, curatrice del volume

Ugo Finetti, giornalista e scrittore 

 

IL LIBRO

Rudolf Slànskij, che aveva scalato la gerarchia comunista cecoslovacca fino a diventare Segretario del partito e poi Vicepresidente del Consiglio dei ministri, cadde in disgrazia nel luglio 1951. Vittima delle purghe staliniane, salì sul patibolo il 20 novembre 1952, dopo un processo farsa in cui si auto-accusò dei peggiori crimini contro il regime. Ben tragica farsa, con odiosa inflessione antisemita: Slànskij era ebreo. Il dott. Sommer, il medico che aveva drogato lui e gli altri imputati, si suiciderà anni dopo. Il libro raccoglie le strazianti memorie della vedova di Slànskij, con le brutalità di cui la famiglia fu oggetto dopo l’arresto di un uomo che fino a poco prima era stato uno dei più autorevoli feudatari dell’Urss.
Sono allegati anche gli atti e le testimonianze del processo, per favorire una riflessione culturale, politica e morale su questa terribile pagina di storia, di intrinseco interesse documentario.

«Quando queste memorie si affacciarono in Occidente durante la "Primavera di Praga" – scrive Sergio Romano nella Prefazione –, in Italia vi fu una certa riluttanza dell’opinione pubblica di sinistra ad affrontare un argomento che concerneva, sia pure indirettamente, anche il Partito comunista italiano. Nessuno, fra i membri e gli amici del Pci, aveva voglia di vedersi costretto a spiegare perché la fedeltà all’Urss avesse prevalso sui sentimenti di indignazione e riprovazione che quelle vicende avrebbero dovuto suscitare nei loro animi. Anche per questo un libro come quello di Josefa Slànskà merita di essere ricordato, letto e discusso».

Leggi la Prefazione di Sergio Romano
Leggi la Premessa di Curzia Ferrari

ALLEGATI

Invito dell'incontro e copertina del libro

PER INFORMAZIONI

Ufficio stampa Edizioni Ares - 02.29.51.42.02 - www.ares.mi.it