Quando si parla di spese improduttive non si può e non si deve fare riferimento alle persone con disabilità. Mi rifiuto di pensare che l'unica soluzione, forse desiderata da chi ci considera tali, sia toglierci di mezzo.
Quando un governo, di qualunque colore, fa solo promesse, magari ideologiche, di sussidiarietà, di vicinanza al disabile e alle famiglie con disabilità, fisica e/o psichica, ma di fatto vuole dimenticare la realtà e non promuove politiche e fatti che educhino alla moralità;
quando la sanità non promuove cultura, attenzione e dedizione alla disabilità, con educazione, formazione e strutture ma anzi evita di chiamare le cose per nome e di vederle per quello che sono;
quando la scuola si "incipria" di parole come integrazione, programmazione, GLH ma di fatto è ostacolo al disabile e alla famiglia con disabilità, dietro i cavilli di una burocrazia e di una mancanza di flessibilità;
quando i massmedia coccolano solo l'audience e la vendibilità e non promuovono le notizie delle buone opere e delle vere e reali necessità dei più piccoli;
quando il clima culturale è quello che il disabile e la disabilità sono un impedimento alla mia realizzazione e al successo, al benessere, alla felicità...
si rivela la vera paresi: la durezza di cuore, l'incapacità ad amare!
Svegliatevi, prima che sia troppo tardi!
Io non ci sto!
Noi non ci stiamo!