Le dichiarazioni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti all'assemblea della Coldiretti su l'inefficienza degli amministratori del Sud, hanno fatto scalpore, com'era prevedibile hanno sollevato polemiche e reazioni, anche perchè sono state parole di una chiarezza straordinaria. Basta con la cialtroneria di chi protesta solamente, non fa gli interessi dei cittadini e non spende i fondi messi a disposizione dall'UE.
Il ministro ha ricordato che giovedì ha incontrato il commisario Ue, che gli ha riferito che per il Sud c'è stato uno stanziamento nell'ambito comunitario 2007-2013 pari a 44 miliardi di euro dei quali ne sono stati usati solo 3,5. “Questo è inaccettabile. E la colpa - ha aggiunto - non è dell'Europa, dei governi di destra o di sinistra, ma è colpa della cialtroneria di chi prende i soldi e non li spende. E siccome i soldi per il Sud saranno di più e non di meno nei prossimi anni - ha concluso - allora non si può continuare con questa gente che sa solo protestare ma non sa fare gli interessi dei cittadini”.
Dicevo delle reazioni, per Errani, il presidente della Conferenza delle Regioni, le parole di Tremonti, alimentano il clima dell'antipolitica. Mentre per Francesco Nucara, le parole di Tremonti mettono in dubbio il federalismo, come si fa ad attuarlo con amministratori inetti, tra l'altro inclusi quelli del Pdl. Secondo Pittella quelle di Tremonti sono dichiarazioni demagogiche e populiste che presumono una incapacità di programmazione e di spesa delle regioni del Sud. Sarà come sostiene l'opposizione, quando non si hanno argomenti validi, ci si aggrappa alla demagogia e al populismo, ma quello che ha dichiarato il ministro è la verità; la burocrazia e certi politici di destra e di sinistra tengono imprigionato il Sud, che sembra sempre più un sistema che non prevede cambiamenti. I soldi pubblici si usano non per creare sviluppo ma per creare clientele.
Adesso qualcuno dovrebbe spiegare, invece di fare i soliti piagnoni e lamentosi, perchè il Meridione ha lasciato in cassa 40 mila miliardi di euro! Ad oggi ancora nessuno amministratore di enti locali del Sud ha dato spiegazioni plausibili. Questi sono i fatti.
Allora ha ragione il mio amico onorevole Alessandro Pagano del Pdl di non dare più nemmeno un euro agli amministratori meridionali, finché non dimostreranno un po' di virtù nella gestione dei fondi. Non è possibile sostenere come fa la sinistra che il Governo Berlusconi è per natura antimeridionale.
Non è pensabile per Pagano che gli amministratori che guidano il meridione non sappiano attingere a fondi straordinari (solo un dodicesimo dei fondi Fas spesi), ricorrendo solo a quelli ordinari dei propri bilanci. Era ora che “‘papà’ Stato sgridi i propri figli riportandoli sulla strada giusta: la strada della responsabilità, unico mezzo attraverso cui estirpare assistenzialismo e clientelismo".
La questione che il Meridione è trascurato dal Nord ingordo per colpa della Lega, dura da anni; dal più piccolo al più grande amministratore meridionale ogni volta che non sa risolvere i problemi amministrativi del proprio territorio, non avendo argomenti addossa le colpe al Governo centrale che è naturalmente prigioniero dei voleri leghisti, così si sentono le solite dichiarazioni scomposte contro il Nord ricco che affama il povero Sud. E' un ritornello che ho sentito fin dal 1992, quando mi sono trasferito in Sicilia.
In questo modo non si riesce a migliorare la situazione, intervistato da Terra di Mezzogiorno, il sottosegretario Alfredo Mantovano, ha dichiarato che l'espressione mezzogiorno sprecone, piagnone è una espressione che va combattuta non con le parole ma con i fatti. E ora in occasione del 150° anniversario dell'unità d'Italia, il sottosegretario spera che questa mentalità venga superata. A questo proposito occorre capire che cosa fosse il Sud prima dell'unità d'Italia, e quindi cogliere tutte quelle potenzialità, che c'erano in particolare nel cosiddetto Regno delle due Sicilie, come sostengono da tempo tanti storici con ampia documentazione, basta avere voglia di leggerla.
Il Sud è un insieme di comunità con una forte personalità storica, inconfondibile autonomia; per Mantovano tutto questo va ricondotto a un'area culturale prima ancora che un'area geografica. Sicuramente è un'area che ha in sé tutti gli strumenti per potersi affermare a differenza di quello che è avvenuto finora. Per farlo non bisogna più confidare su un' assistenzialismo che c'è stato in passato che è servito soltanto ad ingrassare le casse della criminalità organizzata. Occorre una volta per tutte sviluppare al massimo tutto il patrimonio artistico, culturale, ambientale che il nostro Meridione possiede, oltre a tutte quelle produzioni di vario tipo che sono presenti proprio in questa area geografica. Con tutto questo ogni amministratore del Sud, invece di piangersi addosso, può “inventarsi” tanti di quei progetti e iniziative che alla fine spenderà eccome i finanziamenti dell'Unione Europea.
Quante volte studiando con i miei alunni le regioni italiane e la Storia dell'Arte, ho cercato di far capire che il nostro Paese ha una ricchezza straordinaria che forse ancora non riusciamo a cogliere, infatti possediamo oltre il 60% del patrimonio artistico, storico, culturale, letterario ambientale del mondo, dell'universo, potremmo campare di rendita solo con questo, e in particolare il nostro meridione che forse per quanto riguarda l'arte, grazie alla Magna Grecia, ha più ricchezze di altre regioni.
S. Teresa di Riva, 3 luglio 2010
Festa di S. Tommaso apostolo. DOMENICO BONVEGNA
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