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I quotidiani di giovedì 4 novembre scrivono di uno scontro aperto fra il Forum delle associazioni familiari e la Presidenza del Consiglio a proposito della presenza di Silvio Berlusconi prevista a Milano, lunedì 8 novembre, all'inaugurazione dei lavori della Conferenza nazionale della famiglia organizzata dal Governo italiano.

 

Tutto viene mediaticamente giocato attorno alla parola imbarazzo che il Presidente del Forum Francesco Belletti ha pronunciato nell'ambito di una lunga intervista con un giornalista dell'Ansa. Questo è bastato per costruire la falsa verità di un conflitto fra il Forum, che riunisce 49 associazioni del mondo pro-family, quasi tutte di area cattolica, e il Governo di Berlusconi. E chi ha spinto in questa direzione forse spera che il Presidente del Consiglio non si presenti a Milano, per sottolineare così il suo isolamento rispetto al mondo cattolico.

Per capire come stanno veramente le cose e per fermare il gossip mediatico bisogna leggere quanto si trova sul sito dello stesso Forum:

«Un'occasione che riteniamo non debba essere vanificata da un'attenzione mediatica distratta rispetto ai contenuti ed alle cose concrete» (www.forumfamiglie.org), dove il riferimento è alla Conferenza sulla famiglia di Milano, nell'ambito della quale il Forum presenterà tutta una serie di proposte articolate perché il Governo faccia finalmente qualcosa di concreto a favore della famiglia.

 E veramente singolare la mentalità dei mezzi di comunicazione in Italia. Una manifestazione, preparata da mesi, con proposte importanti a favore di una cosa che bene o male riguarda tutti, come la famiglia, viene ignorata fino a quando a qualcuno scappa una parola che si presta a essere usata contro il premier, per ragioni peraltro di basso profilo. E allora tutti i nemici di Berlusconi si scoprono paladini della famiglia, compresi i politici cattolici che avevano sostenuto il matrimonio fra omosessuali e l'equiparazione delle coppie di fatto.

Non si può non avere la sensazione che dietro questi atteggiamenti da parte di forze politiche e di mezzi di comunicazione, così sproporzionati, non faccia capolino un sentimento che non si vorrebbe mai vedere: l'odio. L'odio ad personam.

 

Marco Invernizzi

 redattore de Il Timone e collaboratore di Radio Maria.