La Bongiorno non poteva mancare di intervenire sulla situazione odierna riguardante il caso Berlusconi scrivendo una lettera a Repubblica.
Si legge su ASCA "con le sue parole e i suoi atteggiamenti, confermati dalla recente vicenda, Berlusconi ''ha inferto una ferita alla dignita' di tutte le donne italiane''.
Continua nella sua lettera su Repubblica: "Lo stile e la filosofia di vita di un uomo che riveste la carica di presidente del Consiglio - ha scritto - non possono non ripercuotersi sulla vita pubblica. Lo dimostra il fatto che Berlusconi, con le sue parole e i suoi comportamenti, ha inferto una ferita a tutte le donne italiane: alle donne che studiano e lavorano (spesso percependo stipendi inadeguati o, come nel caso delle casalinghe, senza percepirli affatto), a tutte noi che facciamo fatica un giorno dopo l'altro; alle donne che per raggiungere ruoli di rilievo non soltanto a certe feste non ci sono andate, ma - ha aggiunto l'esponente di Fli - hanno semmai dovuto rinunciare a vedere gli amici". E continua "E a coloro alle quali è stato chiesto, più o meno esplicitamente, di scegliere tra vita privata e vita pubblica, perché conciliare un figlio con il successo sarebbe stato troppo difficile: con il risultato che hanno rinunciato alla maternità o che ci sono arrivate ben oltre il momento in cui avrebbero voluto. A ciascuna di loro  -  nel momento in cui le donne vengono scelte e "premiate" in base non al merito ma a qualcos'altro che con la professionalità, l'impegno, l'intelligenza ha poco o nulla a che fare  -  è stata riversata addosso l'inutilità del suo sacrificio."

Che dire? Non serviva certo la Sig. ra Bongiorno per capire queste ovvietà: ogni forma di maschilismo e di machismo è una ferita ed una cosificazione della donna, da chiunque venga.
Anzi chi più sta in alto, più è chiamato ad essere rispettoso di ogni realtà di fatica, femminile e maschile.
Ma tale lettera rivela anche una sottile cosificazione e una morale contraddittoria. Puntare il dito sulle condizioni sociali che non consentono alla donna di realizzarsi e di essere madre è in parte vero.
Ma qui c'è una identificazione proiettiva di un desiderio frustrato. Sono i modelli maschili degradati che la donna persegue che fanno apparire in contrasto la carriera e la maternità.
La maternità è già un successo ed una carriera.
La donna che vuole assomigliare sempre di più al maschio e nel suo delirio di onnipotenza vuole far tutto, anche questo porta ad una cosificazione, di sé medesimi, nel rapporto di coppia, nei ruoli di coppia e nell'educazione dei figli.
Se una donna sceglie di fare l'avvocato perché li sente "realizzata", ha fatto una scelta.
Non può incolpare altri necessariamente perché non ha tempo per essere madre. Ha fatto una scelta. E se insiste ad avere un figlio, come fosse una cosa, un tassello indispensabile per tacere un problema di coscienza e alimentare la propria onnipotenza, magari senza compagno stabile, allora si che sta nel delirio e cosifica se stessa, il figlio o la figlia e il proprio compagno "usato" per procreare.
Per cui mentre da un lato c'è una coscienza sociale immatura nei confronti della donna, della famiglia e dell'uomo, dall'altra ci sono donne che sono "maschi mancati" e non hanno pienamente centrato il loro quid femminile, la loro specificità, il loro successo, la loro bellezza. Non hanno un profilo psicologico ed identitario chiaro.
Rincorrono chimere e capricci pensando non di avere pari dignità con gli uomini (il che è oggettivamente sacrosanto) ma di "essere come gli uomini".
Da questo derivano mentalità pro-choice, il diritto all'aborto, a visioni di famiglie aberranti. Cioè donne che hanno preso il peggio dell'uomo e lo hanno militarizzato.

In sostanza non carichiamo Berlusconi di problemi che spesso le donne hanno creato con un pessimo femminismo che altro non è che un "machismo in gonnella".
Berlusconi politico sarà giudicato per la sua politica. Berlusconi uomo sarà giudicato per i suoi comportamenti, offensivi o meno.
Ma non troviamo in Berlusconi un caprio espiatorio per le nostre malefatte identitarie che abbiamo taciuto (e tacciamo) alla nostra coscienza.
La donna ri-pensi se stessa ma alla luce di modelli positivi, donativi, gratuiti. Qui è la carriera, qui è il successo. 
Si rassicuri... non sono modelli maschili che vengono imposti ma piuttosto le icone belle e solari che il Provvidente ha inserito nella storia.
Si confronti li e lasci perdere le chimere scimmiesche.