Pino Aprile nel suo Terroni, scrive che tra le tante “disgrazie” che i meridionali devono affrontare ci sono i lunghi viaggi per la penisola che abitualmente, si mangiano due giorni di ferie tra andata e ritorno.
Oggi voglio raccontare quello che i comuni mortali italiani sono costretti ad affrontare usando i mezzi pubblici del nostro Paese, in particolare i treni delle Ferrovie dello Stato o Trenitalia come diavolo si chiamano.
A Natale scorso, non trovando posto sull'unico treno ordinario che porta in Sicilia, sono stato costretto a prendere una Freccia rossa e poi a Roma interrompere il viaggio, per riprendere dopo qualche ora, un altro un treno che mi portasse a Messina, naturalmente oltre al disagio, la spesa di 150 euro. Ora per le festività pasquali, visto che si profila il film natalizio, a queste condizioni rinuncio. In pratica, raggiungere la Sicilia da Milano, è diventata una missione impossibile.
Ormai, capita che nei giorni festivi, prenotare un posto, o una cuccetta, sull'unico treno a lunga percorrenza da Milano per la Sicilia, è come vincere la lotteria. Sempre tutto esaurito. La situazione non migliora per il viaggio di ritorno, anzi peggiora. Certo ci sono gli aerei ma i prezzi sotto le feste lievitano vertiginosamente.
Rispetto agli anni novanta, il servizio ferroviario per chi deve raggiungere la Sicilia, è completamente peggiorato, anzi tra poco pare che vogliono cancellare tutto. In pratica, Trenitalia offre da tempo, servizi scadenti che non si trovano neanche in Congo e in più, ogni anno aumentano tranquillamente il costo del biglietto, sempre per un servizio da “quarto mondo”.
Qualche settimana fa abbiamo festeggiato l'unità d'Italia, quanta retorica, lo hanno scritto in molti, al di là dei fatti storici ancora, c'è da chiedersi: con questi disservizi, si può avere voglia di festeggiare? Leggo sul libro Terroni di Aprile che il presidente Moretti responsabile delle ferrovie, ha pochi soldi e li spende dove rendono di più, cioè dove hanno già ammodernato, già speso, cioè al Nord, con tutte le frecce rosse, verdi, possibili e immaginabili. Aprile sempre in Terroni, elenca alcuni macroscopici disservizi che caratterizzano le ferrovie del Sud, treni e carrozze fatiscenti, tempi di percorrenza inaccettabili. E riferendosi alla Sicilia, si chiede: “chi mai prenderebbe il treno per arrivare in sei ore e otto minuti( se non ci sono ritardi) da Catania a Palermo (centonovanta chilometri); con la beffa della multa, che non ci sono biglietterie, in diverse stazioni e quelle automatiche una volta rotte, lo restano?”
Mentre da Trapani a Siracusa, se non ci sono ritardi, può cavarsela in 15 ore e mezzo, per fare 400 chilometri. Ancora Matera, è l'unico capoluogo italiano irraggiungibile in treno. Ultimo, per raggiungere da Reggio Calabria, Bari ci vuole più tempo che raggiungere New York. Allora di fronte a questa arretratezza di infrastrutture, di cui gode tutto il Sud, forse, Trenitalia per adeguarsi, ha preferito tagliare tutti i treni a lunga percorrenza, con buona pace di quelli che hanno bisogno.
Rozzano MI 13 Aprile 2011 DOMENICO BONVEGNA
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