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maracarfagnaCosì titola ADN Kronos: Omofobia, bocciata la proposta del Pd. Mara Carfagna: "In aula voterò a favore" , tutti i più grossi quotidiani hanno fatto risuonare questa presa di posizione dell'Onorevole Mara Carfagna.

Da tempo osserviamo le scelte che sta operando l'on. Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità.
Probabilmente i suoi trascorsi liberali, la sua scarsa formazione antropologica e la sua stretta amicizia con qualcuno del FLI la porta a percorrere derive etiche come quelle attuali.
Come ha spiegato bene Riccardo Cascioli qui su Bussola Quotidiana si sta cercando di far passare  una nuova antropologia contro ragione e contro natura con la scusa di una presunta discriminazione, quando, in realtà, anche, in parte, da questo governo, l'unica discriminata è la famiglia naturale formata da un uomo e da una donna e dei figli naturali. La discriminazione della famiglia, di cui realmente dovrebbe occuparsi il Ministero delle Pari Opportunità, non avviene soltanto facendo atti contrari alla famiglia, così come di fatto accade, ma anche non proponendo, facendo e attuando quelle politiche necessarie a salvaguardarla.
Ogni omissione è, in questo caso, discriminazione e depauperamento. Ogni accento su questioni marginali è ruffianeria politica e cialtroneria valoriale.
Su questo fronte questo governo tende ad allinearsi a quelli di altri colore politico che, pur animati da buone intenzioni e proponimenti, di fatto hanno trascurato e trascurano la famiglia naturale.
Infatti sulla discriminazione della famiglia naturale, sul suo scarso interesse politico, valoriale ed economico si accumunano i catto-comunisti con i catto-liberali. Centro-sinistra e centro-destra. Su questo hanno fallito e la gente - quella che ha il polso della normalità quotidiana - lo sa bene. Le famiglie si sono stancate di avere alla porta venditori di fumo animati da scarso senso di abnegazione per il bene della famiglia, sia a sinistra che a destra.
Il tempo degli slogan è terminato. Le buone intenzioni lastricano l'inferno di una cattiva politica.
Questo bipolarismo, ingolfato da Anti-berlusconisti e Berlusconisti,  parte da premesse diverse ma entrambe deprecabili. Ad entrambi, di fatto, sembra che la famiglia non interessi affatto ma puntano su altre questioni.
Un po questo dipende da un vizio di origine della nostra costituzione che proprio al primo articolo recita "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro." Su questa "concessione" terminologica fatta dai centristi di allora - un po ingenuamente ed un po coscientemente e opportunisticamente -  alla visione marxista e di altre lobby, ne parleremo a breve in altra riflessione. Il '68 ha trovato buona leva su questo articolo per fondare tutti i suoi disastri culturali e antropologici.
Se infatti il lavoro ha valenza oggettiva e fondante la famiglia è subordinata a questo valore, mentre in realtà è proprio il contrario. E' la famiglia che fonda il "mezzo" del lavoro e di cui necessita come componente tra altre componenti per una dignità sociale e "vocazionale".  Se infatti la famiglia - quella naturale - avesse la priorità che di fatto ha ed è, tutto ruoterebbe attorno ad essa. La necessità del lavoro, della scuola e dell'istruzione, la necessità della casa, le politiche sociali e valoriali, l'assistenza nella malattia e nella disabilità. Mettere al mondo dei figli diverrebbe la priorità per une bene ad-intra e ad-extra della famiglia. Le pratiche abortive anticoncezionali scomparirebbero. Gli anziani sarebbero un bene prezioso con cui crescere in consapevolezza e amore. I radicali e le loro manie eugenetiche andrebbero in pensione.
Pertanto se un Ministero delle Pari Opportunità ha senso ed identità è proprio su questo fronte, su quello della famiglia, che deve poter operare e lottare.
Il resto sono chiacchiere e, purtroppo, ideologie pericolose e devianti il bene dell'uomo.
In definitiva un disvalore politico.

Paul Freeman