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radici1Si riaccende l'ennesimo dibattito culturale intorno al centrodestra, sarà utile per rifondarlo? Il quotidiano Libero ha aperto la discussione dopo le recenti battute d'arresto alle amministrative e soprattutto dopo le recenti gravi e dolorose fratture, che ha visto protagonista Gianfranco Fini e il suo Fli di scarso peso politico. Libero  ha iniziato il 17 giugno scorso con il professore Alessandro Campi, già consigliere del presidente Fini, Centrodestra, una catastrofe antropologica, un fallimento politico.

 Campi ha parlato di rischio di desertificazione per il centrodestra, la cui conseguenza estrema rischia di essere la definitiva scomparsa della destra politico-culturale dalla scena pubblica. E' un quadro estremamente critico dell'attuale situazione della destra italiana. E non gli si può dare tutti i torti al professore Campi, vista come è finito il partitino di Fini, nonostante ancora qualche elemento siculo della riviera jonica continui baldanzoso a mostrare i muscoli. Campi è abbastanza pessimista per il futuro della destra, certo un po' di autocritica dovrebbe farla, certamente lui gli ha dato una mano alla catastrofe antropologica. Infatti nell'intervento Giuseppe Parlato intervenendo sulla rifondazione dell'area politica sostiene che Fini si è dimenticato di “Fare passato”. Al dibattito è intervenuto Camillo Langone, che punta il dito su Fli, è il nuovo partitino che ha poco futuro, perfino Campi se n'è accorto, dissociandosi, anche se aveva dato una mano per costruirlo.

 L'analisi di Langone è interessante, provo a sintetizzarla, intanto non è preoccupato sulle sorti della Destra, perché nel governo Berlusconi IV,  tutta questa destra non ce la vedo, e quindi fa un elenco di esponenti del Pdl, che hanno dei comportamenti politici, perlomeno ambigui, in particolare attenziona le donne, le “personagge”, così li chiama: Mara Carfagna, che propugna “una legge contro l’omofobia, ovvero contro la libertà di espressione e di giudizio, una legge che mette una spada di Damocle sopra l’intero cristianesimo dalle prediche domenicali alla Bibbia, libro che i sodomiti li seppellisce sotto una pioggia di fuoco. E poi Stefania Prestigiacomo che alle Pari Opportunità ha dato il suo zelante contributo alla distruzione della figura paterna e da quando governa l’Ambiente non ha fatto nulla per smontare i miti sinistri del surriscaldamento globale, dell’effetto serra, delle energie rinnovabili, anzi li ha fatti propri”. (Camillo Langone, Doveri e non diritti. Così sopravviveremo, 17.6.2011 Libero)

 Langone continua l'elenco con la Brambilla e la sottosegretaria Martini, dal loro impegno politico, emerge un certo fanatismo animalista paganeggiante (mia figlia non è d'accordo).

 E poi c'è il centro-destra non governativo, amministrativo:“Me la sa spiegare Campi la differenza tra una Polverini ansiosa di applaudire Lady Gaga e un Pisapia che appena insediatosi a Palazzo Marino ha pensato che per risolvere i problemi di Milano la cosa più essenziale fosse patrocinare l’Europride? Per non parlare di Alemanno, ambiguo come si pensava potessero essere solo certi democristiani, che forse non l’ha capito nemmeno lui se voleva sostenere il sabba omosessualista oppure no. Sono d’accordo, una destra simile non ha alcun futuro, se non altro perché nemmeno l’elettore meglio disposto riesce ormai a identificarla, a distinguerla dalla sinistra”.

 Per Langone la vera Destra non è questa, piuttosto la troviamo nel prepolitico, extrapolitico, metapolitico, anzi, “La destra, la vera destra, è divina, come scrisse Pasolini nella poesia in cui pochi giorni prima di morire si dimetteva da cattocomunista. Racchiuse un grande programma in un solo verso: «Difendere, conservare, pregare». Langone insiste: Secondo me oggi la destra ha un futuro se ricorda di avere una funzione, e una funzione ce l’ha eccome: in questo momento soltanto lei può difendere l’idea antinichilista che una società sussiste solo basandosi sui doveri (verso i propri figli, i propri padri, la propria terra...), non sui diritti. E conclude profetizzando una stagione di battaglie ideali, durissime e bellissime. Di minoranza o di maggioranza? Non conta, perché «la maggioranza non può essere il principio ultimo, ci sono valori che nessuna maggioranza ha il diritto di abrogare». (Joseph Ratzinger, Europa. I suoi fondamenti oggi e domani, 2004).
 Il dibattito su Libero è in corso, è intervenuto Giampiero Mughini, Francesco Borgonovo, Giuseppe Parlato, e ce ne saranno altri, ma in questo mio articolo voglio riflettere su quello del sottosegretario Alfredo Mantovano, una delle figure più rappresentative della destra. Il politico salentino esordisce con una similitudine: “Il centrodestra rischia oggi di somigliare a un genitore che ha dimenticato il bambino in macchina sotto il sole. Discute, si agita, parla al telefono, moltiplica gli appuntamenti, fa riunioni, e non si ricorda dell’essenziale. La moglie lo chiama, gli chiede se è tutto a posto, e nemmeno questo lo fa tornare in sé: il bambino, cioè l’aggancio alla realtà, resta sotto chiave e chi dovrebbe occuparsene pensa ad altro”. (Alfredo Mantovano, No abbiamo fatto tanto, 18.6.2011 Libero).

 Mantovano sostiene che è giusto suonare la sveglia sulle cose che non vanno, però è anche giusto prendere atto che questo governo ha fatto molte cose “di Destra”. Intanto uno dei risultati più significativi del berlusconismo è quello di aver dato voce, anche grazie all’ingresso della destra nell’area di governo, a una maggioranza (la maggioranza silenziosa) rimasta in silenzio nei decenni precedenti, ponendo in sintonia, sia pure con mille limiti, la gran parte degli italiani e chi li rappresenta (come nella Prima Repubblica era accaduto solo alle elezioni del 1948). Mantovano concorda con Langone sulle tante ambiguità nel centrodestra, però non si può ignorare che questo governo nel campo della legalità, ha fatto una politica di destra, per anni ha contrastato nei fatti e con successo il crimine mafioso, ridando fiducia a comunità prostrate indicando delle vie di uscita dal pizzo. Poi un risultato di  solidarismo di destra, quello di Pomigliano, “col sostegno attivo dell'esecutivo, si è realizzata la sintesi fra gli sforzi di una grande azienda che prova a restare italiana e la responsabilità di una parte significativa di un sindacato che punta al lavoro vero”.

 E continua, “È o non è nel proprio (pur se non in esclusiva) della destra la tutela della vita di fronte alla prospettiva eutanasica, con un governo che è arrivato alle soglie di una crisi istituzionale pur di salvare la vita di Eluana? E infine, nel lavoro svolto in sede europea, chi ha operato la difesa “laica” del Crocifisso, quale segno di civiltà, e la lotta contro l’eurocommissariamento delle politiche nazionali?”

 Certo ci sono le ambiguità sulla guerra in Libia, che non è solo questione di spreco di risorse in cambio di immigrati, ma“a più di tre mesi dal suo avvio, restano gravi perplessità sugli obiettivi della missione militare, sui tempi e sui modi per perseguirli, sul rispetto dei limiti contenuti nella risoluzione Onu, sui danni per la popolazione civile, sui contraccolpi negativi per gli interessi italiani. E mentre permane quest’impegno in Libia, non hanno seguito le gravi violazioni dei diritti nell’intera area mediorientale, i costi umani pesanti che tanti civili pagano in Yemen, nel Barhein, in Siria, l’aggressione alle comunità cristiane sopravviventi in tali Paesi, il deterioramento dei rapporti col mondo arabo e con le comunità musulmane”.

 Inoltre c'è il grave problema del futuro demografico dell’Italia, è  necessario al più presto, invertire un trend di suicidio della nostra nazione per carenza di figli. Un trend che appare inarrestabile, e di cui il recente europride appare l’esaltazione più sgradevole e volgare.“Il padre distratto ha ancora il tempo per riaversi? Si chiede Mantovano, Guai a dubitarne. Ma va ricondotto alla realtà”. Sicuramente c'è ancora futuro per il Centrodestra, il consenso per lei non è scomparso, certo Langone non ha torto, scrive il sottosegretario, “la gran parte degli italiani da tempo si chiede: ma noi che apparteniamo a famiglie normali, che non rivendichiamo i matrimoni per gli omosessuali, che vorremmo vivere in quartieri in cui la sicurezza non sia posta a rischio dai clandestini, noi che siamo cristiani, per lo meno quanto a tradizione, e che pensiamo che sulla vita non vadano operate sperimentazioni, che facciamo: chiediamo scusa? Dobbiamo sentirci in colpa?”

 Del resto conclude Mantovano è un po' quello che da anni lamenta, un Uomo anziano e vestito di bianco «l’Occidente tenta sì in maniera lodevole di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più sé stesso; della sua propria storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro». Proprio perché ha alle spalle un passato difficile e coraggioso, oggi la destra politica italiana è chiamata a metterci del suo perché il nostro mondo torni ad amare sé stesso. Continuate a suonare la sveglia: è necessario!

Rozzano MI, 22 giugno 2011

 S. Tommaso moro martire.                                       DOMENICO BONVEGNA

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