Non ha torto, questa volta, l'On. Bindi nel sostenere che "l'attacco morale e sociale alla famiglia non è mai stato così forte.." (vd ag. parlamentare), questa finanziaria ha aspetti non solo deboli ma deleteri verso la famiglia e verso le famiglie più povere. Peccato che a questo dato di fatto dimentica altri dati di fatto significativi e che, in maniera meno improvvisa ma più graduale - e quindi più temibile - hanno danneggiato il tessuto familiare in Italia in un lungo cammino in discesa.
Quando ogni politico di buona volontà e tanto più cattolico ha dimenticato la morale e il diritto naturale.
Quando ha fatto della negoziazione il suo idolo e non un mezzo - non sempre appropriato - per un criterio di principio di gradualità e che quindi non sconfessa il principio stesso della morale naturale e del diritto naturale.
Quando ha svenduto la famiglia per simil-famiglie su pressioni di lobby omosessuali.
Quando la classe politica in nome della negoziazione ha fondato la Costituzione "sul lavoro" e non sulla famiglia naturale facendo occhietto al comunismo "cattolico" post-fascista.
Quando l'imprinting educativo - la scuola e l'università - è stato inficiato pesantemente da ideologie sinistre filo sociologiche e marxiste e da correnti lobbistico-massoniche che ne hanno fatto una palestra ideologica e militante.
Quando i sussidi veri, reali ed effettivi alle famiglie povere, disagiate e magari con handicap sono state abbandonate totalmente da chi governa.
Quando si è assopito il bene comune, il principio di solidarietà e di sussidiarietà ed è rimasto (pur splendido legislativamente - come la legge 104), "lettera morta". Certamente la nostra avanguardia legislativa rispetto all'Europa è un dato di fatto, ma altrettanto reale e che a questa "stupenda legge" non corrisponde minimamente una prassi adeguata. La prassi dunque nega e sconfessa il "contentino di coscienza" che ci "diamo" di avere una buona legge.
Quando lo statalismo ha appesantito la macchina burocratica dello stato penalizzando chi è povero di risorse e di mezzi rendendolo ancor più povero e ancor meno incisivo nel bene comune e nella sua fruizione.
Quando l'emergenza sud è stata lasciata a se stessa senza farsi carico adeguatamente di un processo educativo - economico necessario.
Quando la macchina della tassazione non ha portato equilibrio nei servizi ma privilegi di pochi e nel contempo dissipazione vergognosa delle risorse.
Quando la televisione è stata foraggiata da mentalità liberali dannose per la crescita e l'educazione, sostenute sostanzialmente dal profitto, dall'audience e dai consigli per gli acquisti.
Quando, comunque, il bene del lavoro, che fonda la nostra costituzione, non è stato neanche questo rispettato...
beh, l'onorevole Bindi smetta di fare propaganda politica e smetta di parlare male del governo che non è il suo perché qui - come si dice a Roma - "il più pulito c'ha la rogna!".
Non è tempo né di fare i moralisti, né di fare demagogia o campagna elettorale.
Se non ci si educa e non si ritorna realmente alla morale naturale e al diritto naturale ogni via politica è fallimentare e rischia di incartarsi da sé nel vizio capitale dell'ideologia.
Di qualunque ideologia, sia di destra che di sinistra.
Sia essa liberale, capitalistica e statalista. Sia a sinistra che a destra si è ben lontani non solo da questo traguardo ma da questo necessario ed ineludibile fondamento.
Paul