baratrodi Mario Adinolfi

 

C'erano 80.000 persone in piazza San Pietro ieri a pregare nella notte di veglia per l'apertura del Sinodo straordinario sulla famiglia. Contemporaneamente su Raitre andava in onda una puntata di Storie Maledette che è stata un vero e proprio oltraggio all'idea di famiglia, alla Chiesa, ai cattolici italiani, al buonsenso, alla logica, alla razionalità.

Premessa. Storie Maledette è un programma di una qualche morbosità di Franca Leosini che da anni si occupa di intervistare dietro le sbarre omicidi e pluriomicidi, quando proprio il materiale scarseggia ci si allarga verso i tentati omicidi, ma sempre quello è il tema, da anni a questa parte. Ieri sera e solo ieri sera e ieri sera per la prima volta mentre le famiglie italiane erano raccolte in preghiera e chi non era in San Pietro aveva esposto una candela alla finestra, seguendo l'invito della Cei, a Raitre decidevano di doversi occupare di un tizio che non ha ucciso, non ha tentato di uccidere, non andrà mai in galera, non ha alcuna causa penale in corso. Il tizio in questione aveva però cambiato sesso, per lo Stato si chiama ora Alessandra e pretendeva che lo Stato stesso riconoscesse, contro le norme che dicono esplicitamente il contrario, che il suo precedente vincolo matrimoniale venisse considerato tuttora valido. Per aprire la strada, come sottolineato più volte dalla conduttrice, al riconoscimento del matrimonio omosessuale "per portare l'Italia al passo con l'Europa anche se arriveremo buoni ultimi". Niente omicidi, niente sangue o morbosi dettagli. Raitre trasformava improvvisamente Storie Maledette in un'ora di propaganda sfacciata al transessualismo e al matrimonio gay, priva di qualsiasi contraddittorio, con gli inserti di Stefano Rodotà a dare il timbro ideologico con tanto di rimbrotti alla Corte costituzionale che "non ha avuto il coraggio" di andare del tutto contro le leggi italiane, ma solo un po'. E, capolavoro dell'oltraggio nella notte di preghiera per il Sinodo, con una lunga disquisizione in cui si affermava che "la Chiesa ha colto la natura vera del transessualismo" dicendo che è "più avanti dello Stato italiano", sostenendo dunque una sorta di incoraggiamento ecclesiale all'ideologia gender e a ciò che ne consegue. Follia totale, uno sputo in faccia ai cattolici italiani e al buonsenso.

Per oltre un'ora il servizio pubblico radiotelevisivo in contemporanea con la veglia di preghiera per l'apertura del Sinodo della famiglia propagandava senza alcun contraddittorio un'idea totalmente insensata, un'ideologia da ricchi borghesi annoiati che spendono "l'equivalente di un appartamento" per rifarsi l'espressione del volto e il suono della voce con dieci operazioni chirurgiche, affermando che il sesso biologico non esiste ma esiste "il sesso sociale" è tutta un'altra serie di boiate che la Raitre di Angelo Guglielmi avrebbe considerato ciarpame senza pudore. Il tutto affermando che la Chiesa cattolica sostiene l'idea di famiglia che ne deriva, affermando come prova che a differenza dello Stato la Chiesa considera ancora valido il vincolo matrimoniale. Mistificando dunque, imbrogliando, facendo credere quel che non è. Una vergogna assoluta. Il tutto prendendo un format che si occupa sempre di tutt'altro e trasformandolo alla bisogna per oltraggiare meglio i cattolici italiani riuniti ovunque in preghiera per la famiglia. Davvero siamo arrivati a questo? Davvero dal servizio pubblico pagato con i soldi di tutti noi ci faremo fare questo senza alzare una voce di protesta? Non faremo la fine delle rane messe vive nell'acqua fredda a cui poi si accende la fiamma sotto e quando l'acqua si scalda è ormai troppo tardi per fare alcunché e saltare via dal destino di rana bollita. Quella fiamma infernale toccherà spegnerla.

Fonte: https://www.facebook.com/adinolfivogliolamamma?fref=nf